Riabilitazione Integrata delle Lombalgie

La lombalgie e' una tipica affezione dell'apparato locomotore che affligge la maggior parte delle persone che conducono una vita sedentaria ed anche faticosa. ll corpo umano e' stato progettato per muoversi liberamente, quindi correre, camminare, riposare, insomma muoversi in maniera finalizzata al raggiungimento di uno scopo. Queste erano le prospettive fino a qualche secolo fa, ma anche fino a qualche decennio fa. Oggi con l'avvento della tecnologia e delle comodità, sono nati e proliferati una serie di attività lavorative da scrivania, che impiegano molti giovani e messo “a riposo" la loro colonna vertebrale, causando una serie di malattie, la cui diagnosi e cura e' una delle voci piu' costose della spesa sanitaria pubblica.
La riabilitazione integrata di queste patologie, la cui diagnosi deve essere fatta da uno medico specialista, passa attraverso un percorso terapeutico che varia in funzione sia della gravita' della malattia, sia in funzione della natura del problema. Intendo dire che una cosa e' riabilitare una colonna che soffre da tempo di questa patologia, con la prospettiva terapeutica sia farmacologica che riabilitativa della guarigione, altra cosa e' l'origine traumatica o chirurgica di questa affezione.
Altra variabile da considerare e' l'età del paziente, che chiaramente influisce sia sul tipo di percorso terapeutico da seguire che sui tempi di recupero.

Lombalgia acuta - subacuta - cronica
Chiaramente parliamo di soggetti che soffrendo di questa patologia vedono compromessa la loro qualita' della vita, in quanto trattasi di patologia invalidante. Consideriamo che la colonna soprattutto nel tratto lombare, ha sia funzioni di sostegno che di movimento, effettuando, sotto l'effetto della forza di gravita', un continuo movimento di torsione e contro torsione del busto rispetto al bacino. Per ottenere un miglioramento stabile della sintomatologia il paziente, oltre a seguire un percorso fisioterapico, deve assolutamente essere educato anche all'assunzione ed al mantenimento di posture corrette ed adatte al suo problema. Dal punto di vista fisioterapico si possono seguire diverse strade; inizialmente la terapia fisica come la tecarterapia, la laserterapia, la magnetoterapia, può attutire di molto la sintomatologia dolorosa permettendo di proseguire con esercizi di tipo manuale e rieducativo come la ginnastica posturale (Meziérès, Souchard ecc). La massoterapia decontratturante in questo contesto aiuta a diminuire le tensioni muscolari contribuendo a generare da subito un senso di sollievo. Nella fase acuta, in cui il paziente di solito assume farmaci antinfiammatori, si consiglia di effettuare pochi trattamenti manuali, insistendo invece con le terapie fisiche. Nelle fasi successive, in cui non si assumono piu' i farmaci, si incrementano i trattamenti manuali. In tutto questo periodo, come accennato, al paziente vanno insegnate le posture corrette, alle quale dovra' anche essere educato, in modo tale che potra' eseguirle liberamente in autonomia, pena la recidiva dei sintomi. Il massaggio con la tecarterapia 3 volte la settimana per circa 10 sedute, associato ad una seduta di ginnastica posturale la settimana sempre per 10 sedute, e' il protocollo terapeutico piu' utilizzato.

Consigli utili da dare al paziente:
- evitare di dormire a pancia sotto;
- evitare di stare troppo tempo seduti, e comunque non in maniera scorretta;
- se obbligati a lavorare, ogni ora alzarsi per effettuare qualche passo;
- assicurarsi di dormire su un buon materasso (vedere articolo dormire bene per vivere meglio);
- fare quotidianamente gli esercizi che il fisioterapista od osteopata ci hanno consigliato (RICHIEDERE INFO SUGLI ESERCIZI TRAMITE LA MAIL);
- quando seduti utilizzare sempre un supporto lombare;
- il tepore applicato per 10 minuti ogni volta aiuta a curare le contratture muscolari;
- quasi in tutti i casi di lombalgie, si consiglia anche la sospensione temporanea dell'attività fisico sportiva (sopratutto nella fase acuta).

Anche l'applicazione del KinesioTape (cerotti elastici adesivi colorati) alla conclusione della seduta di fisioterapia, aiuta a mantenere distesi i tessuti infiammati e ad effettuare, col il movimento del paziente, un continuo massaggio del microcircolo linfatico e sanguigno.
In un'ottica di gestione del paziente, che ha sempre la necessita' di essere seguito da uno specialista della riabilitazione durante tutto il percorso riabilitativo, si consiglia di effettuare ogni tanto anche delle sedute osteopatiche che completano perfettamente il quadro riabilitativo da seguire per riacquistare e mantenere un buono stato di salute. Sottolineo una cosa fondamentale: la ginnastica posturale, che poi ginnastica non e', risulta di gran lunga maggiore essere la pratica fisioterapica piu' diffusa e proficua per la cura ed il mantenimento del paziente affetto da questa patologia. Il concetto fondamentale e' che nessuna terapia o pratica esistente ha un effettuo perpetuo sul problema, che col tempo tende a ripresentarsi.
Questo perchè il paziente una volta che ha risolto la fase acuta, tende a considerarsi sano e guarito, ritornando a non preoccuparsi del suo benessere. La ginnastica Posturale deve quindi educare il soggetto ad una vita piu' sana, in quanto se non cambiano stabilmente le abitudini scorrette e se egli non esegue quotidianamente degli esercizi terapeutici, le condizioni che hanno portato al manifestarsi del problema, si ripresenteranno.

Lombalgia di tipo traumatico
Chiaramente parliamo dei casi in cui c'è un esordio acuto causato da un evento traumatico eccezionale. La prima fase riguarda sicuramente il trattamento medico farmacologico ed il riposo a letto, che permette l'attenuazione dei sintomi e consente al fisioterapista/osteopata di agire in maniera efficace e senza causare una recrudescenza dei sintomi (cosa peraltro molto comune quando si tratta un paziente in fase acuta). La kinesiterapia associata alla terapia fisica (tecarterapia, laserterapia, elettrostimolazioni antalgiche, Energia Vibratoria Muscolare ecc) è sicuramente il piano di trattamento più indicato, senza però entrare nello specifico di ogni paziente che avrà sicuramente delle esigenze personali ed uniche. Starà quindi alla preparazione ed alla bravura del fisioterapista fare delle manovre che migliorino la situazione, non dimenticando di educare il paziente all'assunzione ed al mantenimento di posture antalgiche corrette. Gli altri pilastri del trattamento sono; -massoterapia decontratturante -esercizi di scarico lombare effettuati in autonomia (prima sotto la supervisione del fisioterapista); -ripresa progressiva dell'attività fisica (sia lavorativa che sportiva); In questa fase i trattamenti dovrebbero essere effettuati a giorni alterni per evitare di sovra stimolare il sistema muscolo scheletrico. Quindi 3 volte la settimana per circa 10 sedute, associando una cauta massoterapia decontratturante ad una altrettanto cauta kinesi di scarico può essere considerato il primo step riabilitativo. Successivamente si deve inserire la terapia manuale del fisioterapista od ancora meglio dell'osteopata, per ottenere un effetto meccanico sui tessuti in sofferenza. La terapia fisica dialoga con i tessuti a livello energetico, quella manuale a livello meccanico, e quindi un buon programma riabilitativo deve comprendere entrambe le specialità. Successivamente si può integrare la ginnastica posturale secondo i concetti delle più note metodologie (Meziérès, Souchard) per allungare le catene cinetiche muscolari accorciate e per riorganizzare l'aspetto propriocettivo del paziente con effetti evidenti sulla percezione posturale propria del paziente.
 
La kinesiterapia che si effettua dalle 3 alle 4 volte la settimana è da considerarsi più localizzata rispetto invece alla ginnastica posturale che si effettua al massimo 1 volta la settimana per un periodo non inferiore ai 4 mesi (proprio perchè l'assetto posturale per modificarsi ha necessità di essere praticato ed educato sul paziente per un periodo congruo) L'aspetto propriacettivo della postura che si acquisisce a seguito del percorso riabilitativo può inoltre essere mantenuto con l'ausilio dell'EVM (Energia migratoria muscolare) un macchinario poliedrico che agisce attraverso l'utilizzo di onde sonore che stimolano i recettori sensoriali annegati nei muscoli e nelle articolazioni. La genialità di questo mezzo fisico risiede nel fatto che stimolando le strutture che controllano certe funzioni (Golgi,Pacini, Ruffini), si ottengono risultati più evidenti e più stabili.
L'aspetto chirurgico
Però non tutte le lombalgie e lombo sciatalgie possono essere trattate in maniera conservativa. A seguito di gravi traumi, a causa dell'età avanzata del paziente (osteoporosi), oppure la presenza di problemi che non hanno consentito la guarigione del paziente con la fisioterapia (ernie discali, listesi vertebrali, malformazioni congenite), si ricorre alla chirurgia vertebrale. Il neurochirurgo, specializzato, ristabilisce anche artificialmente le condizioni per un corretto funzionamento del rachide, predisponendo il paziente al processo di guarigione. In questi casi seguendo le indicazioni riabilitative del medico, si approccia un percorso riabilitativo fatto di fasi in cui al carico progressivo sulla colonna, viene associato un lavoro di rinforzo muscolare sia della muscolatura paravertebrale sia della parete addominale (cardine della ginnastica posturale). Molta kinesiterapia associata alla massoterapia e successivamente alla rieducazione posturale del paziente creano i presupposti per la sua guarigione, rapida e completa, in maniera tale da poter tornare ad una vita normale e senza condizionamenti.
Si sconsiglia al paziente di praticare degli sport violenti o stressanti per la schiena (vedi anche step, aerobica ecc.), ma di optare almeno inizialmente su pratiche sportive meno faticose per il rachide (nuoto per esempio) Di seguito allego delle foto con didascalia esplicativa, di alcuni esercizi per la riabilitazione delle lombalgie, fermo restando che in caso di persistenza del sintomo, vi conviene contattarmi tramite form dedicato dal sito web su cui state navigando, per le info sulle modalità per ottenere la lista completa degli esercizi a voi dedicati.
Buona salute
dott. fkt Pietro Fabio Roccasalva
(Fisio Eur)

Esercizio 1

foto a) Paziente supino gambe piegate con sedere in appoggio e braccia larghe;
foto b) Spingendo sui talloni e contraendo leggermente i glutei sollevare da terra solamente l’osso sacro (parte terminale della schiena) e non la lombare che invece rimane al pavimento. (ripetizione 30 volte)
 


Esercizio 2
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foto a) paziente supino con gambe in appoggio come da foto a su una palla od in alternativa su una sedia
foto b) spingendo i gomiti verso il soffitto, schiacciare la zona lombare a terra (contraendo l’addome ed immaginando di dover schiacciare una noce con la lombare), mentre si effettua una espirazione profonda.
Ripetizione 10 volte, oltre le quali è bene rimanere comunque in questa posizione per almeno 5 minuti (gomiti e braccia distese)
  


Esercizio 3
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foto a) posizionati a terra come da foto portare le ginocchia piegate a destra, ruotando il capo ed elevando le braccia contro lateralmente. Mantenere la posizione per 30 secondi;
foto b) effettuerà esercizio dall’altro lato.
Ripetizioni: 10 volte per lato
 


Esercizio 4
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foto a) supini con gambe quasi a 90°, appoggiate su una parete (oppure come nella foto in una corda a tensione progressiva); tenere una gamba leggermente piegata (la sinistra) e mantenere la posizione per 3 minuti
foto b) cambiare la posizione delle gambe. Altri 3 minuti
foto c) Estendere adesso (se possibile) entrambe le gambe e mantenere la posizione per 10 minuti;
in questo periodo effettuare delle espirazioni profonde.
 


Esercizio 5
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- in posizione quadrupedica mantenere la colonna retta e divaricare le ginocchia
- scendere con il sedere fino a toccare i talloni espirando e mantenendo le mani in appoggio sul materassino senza farle scivolare indietro, mantengo la posizione per 30 secondi
Ripetizione: 6 volte
  


Esercizio 6
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- dalla posizione quadrupedica, ma con le ginocchia leggermente più chiuse rispetto al precedente esercizio, inspirando estendo il capo guardando avanti ed inarco la schiena (verso il basso) facendo uscire il sedere.
- durante l’espirazione raggiungo la posizione opposta, ossia inarco la schiena (verso alto) spingendo sulle braccia, portando il capo in basso ed il sedere dentro.
Ripetizione 20 volte
 


Esercizio 7
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- Paziente con il dorso al muro, le gambe leggermente distanti dalla parete e leggermente piegate, e con lo spazio lombare accentuato 
- Portare il capo, il dorso, le braccia (con il palmo delle mani rivolto verso l’avanti) e la lombare a toccare al muro e mantenere la posizione
Ripetizione: 3 minuti 3 volte (attenzione a non estendere il capo quando si schiacci la schiena al muro)
 


Consigli:
- non invertire l’ordine di esecuzione degli esercizi, se il tempo a disposizione non è molto è preferibile dividerli a metà. 
- effettuare gli esercizi tutti i giorni sarebbe l’ideale, ma almeno 3 volte la settimana sono necessarie
- se dopo l’esecuzione degli esercizi il dolore tende a peggiorare si consiglia di richiedere un programma specifico per le vostre esigenze. Buona salute
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